Zefrock's profileZefrockBlogListsGuestbook Tools Help
Image Hosted by ImageShack.us
Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Il mio contatto messenger: zefrock@hotmail.it
Image Hosted by ImageShack.us

Zefrock Feadin

Occupation
Location
Interests
Sono felicemente sposato con la mia Chitarra!!!

Zefrock

Risorto dalle ceneri dell'Ira
June 02

Raven Heart

 

Quando le vesti

della notte

cadono,

come foglie

al vento d'autunno,


mi unisco

al suo vuoto:


e con essa

danzerò folle..


e con essa

morirò infelice...


Zefrock

Serafino della Vendetta

 


P.S. Sto lavorando al nostro inferno, angeli miei, ed esso esisterà per opporsi al finto perbenismo di cui è fatta questa società attuale...


Non saranno righe d'offesa

ma di pura verità...


Au revoir...


May 13

Silenzio!!!

 

 

Basta poesie, abbracci, e sdolcinatezze... Ora come ora, non desidero nemmeno il puro e semplice contatto umano... Basta... Mi hanno solo rovinato la vita... E' il tempo, della lucidità, freddezza, e pura apatia... Sono terribilmente stanco, e voglio stare solo... Forse, solo, una vita, ma almeno questa volta, consacrerò i miei sentimenti ad una donna che non morirà mai, e come tale rimarrà sempre bella in qualsiasi senso, inoltre mi comprenderà molto bene: costei si chiama Arte... Questa notte, non m'interessa se qualcuno scriverà in questo maledetto e inutile spazio virtuale, oppure no; tanto io sono morto per la precisione 4 anni fa: quando ho compiuto la mia scelta... E non c'è nulla da compiangere: non sarò mai amato, e a questo punto n'è lo voglio essere...

 

Questa volta cari signori, contemplerete il dolore silenzioso di una vita senza gioia...


Notte...


Zefrock

Serafino della Vendetta

 

 

P.S. Da questo scritto fanno eccezzione gli amici e la famiglia.


April 28

Addio...

 
 
 Senza te
l'Inferno...


Triste,

perché questo scialbo sole illumina la gioiosa rinascita della vita...


Mentre, dentro me,

alcuna persona vive

se non lei...


L' infernale inverno, si sussegue, nel deserto immutabile

dell'anima: fingendo felicità, in verità velate...

Vietate

Volate via...

Vuote...


Plasmo te,

in orrendi incubi...


...La notte, se notte

è il suo nome...


Oggi, porto nel viso

amare lacrime

nere, e indelebili,


Ed il sorriso del dolore

sulla candida innocenza....


Forse un giorno,

la Dama Silenziosa, strapperà anche questo mio inutile corpo,

mettendo fine ai suoi più futili strazi, ed agonie...


Ma c'è una cosa, che la Morte non avrà

mai:

il mio Cuore...


Zefrock


Mi hanno dato la corona della sofferenza... E chiedo scusa, se magari ho annoiato, o deluso qualcuno di voi, che sicuramente avrà pensato che io sia quasi un fanatico della storia che ebbi scritto: My Sun... Tuttavia, vorrei che sappiate, che se mi sono deciso a scrivere quelle righe, non l'ho fatto per vanità, o per far vedere quanto sia capace di trasmettere emozioni... Ma era l'ultimo tentativo... L'ultima speranza, che magari, mettendo nel web quei pensieri, prima o poi sarebbero arrivati a lei, e mi avrebbe risposto... Tuttavia... Vedo che non è come pensavo... Forse, avrei dovuto smettere di sperare 4 anni fa... Ma per un periodo della mia vita, avevo creduto realmente di esserci riuscito... Nonostante tutto penso che la verità, è che in fondo, non mi sono mai completamente rassegnato... Adesso lo capisco... E... Chiedo immensamente scusa, se le mie parole vi hanno fato: noia, ira, o magari indifferenza...


Vorrei solo dire, che sebbene non sia molto bravo nel dimostrarlo,

Vi voglio bene, miei cari lettori...

 

 


 

 

Grazie,

per la vostra paziente comprensione...

 

Au revoir...

April 20

My Darkness Life...

 

 

My  Darkness Life

 

Dopo quella storia dolorosa che vi ho raccontato, sono diventato un Goth... Il cambiamento, è stato quasi emotivamente paragonabile a quello che avviene per i Vampiri dell'Anne Rice, al Corvo del fumetto di J. O'Barr, oppure a V per Vendetta: è sentire di essere un corpo morto dentro, che si accorge di respirare... Da parte mia, ho vissuto questa esperienza con una maggiore intensità rispetto alla norma, di questo, ne sono perfettamente conscio... In preda al più grande tormento che al momento, abbia mai vissuto: per aver perso il mio amore, ho imparato quasi istintivamente ad indossare la mia sofferenza e utilizzare simboli che più mi rappresentavano, mostrando il mio Inferno interiore alla gente che mi guarda, con quegli occhi smarriti e privi della minima comprensione. Posso leggere ormai con facilità quei volti pieni di paura, e rancore, verso un mondo che non conoscono: un dolore, che non capiscono, o non desiderano vederlo... Per la maggioranza di queste persone infatti, è più semplice provocarmi verbalmente, con qualche inutile insulto spesso infondato... Tuttavia spesso non bado a quello che dicono, in quanto la maggior parte delle volte, è gente che ha paura del diverso, e nonostante tutto, non li odio, perché ben altro affligge la mia anima...


La mia vita notturna, oggi, è fatta di persone considerate anormali per l'apparenza che si denota a prima vista, mi muovo su strade strade piccole, strette, tortuose, e degradate tanto da poter sentire l'odore delle urine di cani... I passanti? Alcuni sono cortesi, altri insultano da sobri; vi sono ubriachi, e in taluni casi anche drogati. Ogni notte, potresti ascoltare il grido di vendetta ( di questi ultimi che ho menzionato ) a un mondo che ha vinto sul loro corruttibile cuore, in attesa dell'eterno e innaturale silenzio: accelerato dalla loro negligenza verso se stessi...


Cominciai a frequentare locali per dark e alternativi, solo qualche anno dopo che my sun, non si fece sentire, e in questi posti, ho trovato persone che non seguono la massa, ma amano perseguire un loro pensiero, secondo un proprio gusto morale ed estetico che esula da quello che impone la società attuale ( fatta spesso di finta cortesia e perbenismo ). Naturalmente, come ormai è ben noto, questo popolo della notte, come me, siamo ritenuti sgradevoli e poco ben accetti dalle persone comuni; quindi, non è per fare vittimismo o protesta, ma a volte, qualcuno capita anche sui giornali con in nome di satanista; quando in verità le cose sono molto diverse, intanto ci sarebbe da distinguere la parola metallaro con dark:


il primo caso considera una persona che si limita ad ascoltare un genere musicale ( il che non è detto che vesta anche di nero,e che sia necessariamente un darkettone: può essere anche emo o fighetto come modo di vestire, anche se a onor del vero, i metallari amano anche indossare il metallo, oltre che ascoltare il genere Metal ).


In pochi sanno, e di questo me ne rammarico ( mi riferisco alla gente comune ), che il Metal ha al suo interno diversi sottogeneri; e che stando alla teoria, il più “pericoloso”, sia il Black Metal ( perché è quello ascoltato dai blackster, ossia i “satanisti”, come vengono più comunemente chiamati dalla società ). Nonostante tutto, anche in questo caso, io invito sempre a non essere così rigidi nei giudizi altrui: conosco diversi di ragazzi che ascoltano quel genere di musica, ma spesso non sanno nemmeno cosa vogliano dire le parole del testo ( anche se dissacrante ): le canzoni piacciono in genere perché esternano meglio la loro sofferenza interiore. Poi vi è gente che comprende il testo, e adora il genere, ma diversamente da quello che si può credere, da quel poco di esperienza che ho, posso dire che le persone che ho conosciuto, sono in verità dolcissime ( con questo tuttavia, escludo i fanatici, che a mio avviso, non aiutano gli individui che frequentano il genere onestamente, ad avere una buona considerazione* ).


Per quanto concerne poi il secondo caso, quindi: il Goth, o Dark come ci chiama il wikipedia, posso dire che è un genere assolutamente tranquillo. Anch'esso a sua volta ha dei suoi sottogeneri, ma sono tutti innocui! L'opinione pubblica sembra quasi che si diverta a gettare fango su di noi ( inteso metallari e darkettoni ), in quanto secondo me, le diversità fra individui nel mondo in cui mi muovo non è esistente solo in questi generi, ma è semplicemente più evidente, rispetto alla quotidianità di una persona con una vita normale. Voglio dire, all'interno del Metal come nel Dark, ci sono anche: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, malati di handicap, alcolizzati, e chi più ne ha, più ne metta, come si suol dire... Ma alcuni di queste persone, con le caratteristiche menzionate in precedenza, vi sono anche nelle discoteche...In taluni casi sono comunque mal viste, però esistono anche in questi ambienti...


Tuttavia, quello che mi fa rabbia, e l'opinione pubblica non dice o comunque tende a velare, oppure peggio: si ostina a non esporre, è il fatto che spesso e volentieri, fra i Dark e Metallari, c'è anche** della brava gente, onesta, che viene picchiata, derisa, umiliata, e forse qualcuna anche stuprata, da quelle che vengono definite le classiche persone normali... Solo perché vestiamo in maniera diversa, oppure abbiamo gusti sessualmente opposti pur essendo dello stesso sesso, magari qualcuno veramente pensa, che se alcuni non possano parlare o vedere, non riusciremmo in altro modo, a fare capire una persona quanto possiamo amare? Non siamo anche noi esseri umani? Non abbiamo dignità forse?


Dark, significa oscurità... E' forse così macabro pensare di esternare il proprio dolore in cerca di comprensione? E se realmente, ci ritenete così tetri, privi di sentimenti, vi lascio due frasi: una presa direttamente dal fumetto: “Il Corvo” di J. O'Barr ( per chi non lo sapesse, il film con Brendon Lee, è stato preso dal fumetto ) e l'altra di una celebre canzone di Fabrizio De André:


Dai diamanti non nasce niente

dal letame nascono i fiori


F. De André


( Non desideravo entrare nel banale, ma siccome nella società siamo quelli più apparentemente imperfetti, mi sembrava buona come frase ).


Amo te con il respiro,

il sorriso,

le lacrime,

con tutta la mia vita!


E, a Dio piacendo,

ti amerò ancora di più

dopo la morte...


Il Corvo

J. O'Barr


( Ritengo che queste parole non abbiano bisogno di commenti... )


* Mi riferisco ai classici satanisti: quelli che fanno sette, messe nere, ecc...

** Dico anche, perché qualche eccezione c'è sempre...



Questo intervento, non è per fare del vittimismo, ma per cercare ancora una volta di far capire alle persone chi siamo...


 

 

Ma sopratutto è per una bambina, a cui ho dato un saluto... Doveva avere quattro o cinque anni, a occhio, e la quale, nonostante il mio abbigliamento e trucco,


non ha avuto paura di me


e...


Mi ha regalato il suo immenso sorriso

sincero...


...è stato...il regalo più bello che potessi ricevere...


Se potessi esprimere un desiderio, vorrei che più persone potessero sorriderci come quella bambina, che dentro me, le ho dato nome:


Speranza...

 


 

 

Zefrock


Serafino della Vendetta

 

 

P.S. Chiedo scusa se a molti non ho risposto nel guest book, ma era da secoli che non entravo nel mio blog, quindi spero possiate perdonarmi, con la promessa che passerò da voi il pirma possibile ^-^!!! 

March 13

My Sun...

 

 

Image Hosted by ImageShack.us

Mettetevi comodi, rilassatevi, e se avete molto tempo da dedicarmi, potete leggere questo intervento...


Questa è la storia più importante di tutta la mia vita... Avevo 17 anni, e ho sempre amato le storie, e quindi i racconti, sebbene era solo da qualche anno che rincominciai a leggere dopo un lungo periodo di disinteresse verso la lettura. Non ero ancora metallaro, in quel frangente di tempo, ma nemmeno un truzzo o emo: io mi definivo neutro, in quanto non sentivo di appartenere a nulla di queste categorie, sebbene già ascoltassi un po' di metal da quando avevo 15 anni... Sono sempre stato una persona introversa per diversi motivi: un po' per carattere, ma poi anche per situazioni esterne alla mia personalità... Iniziai a scrivere poesie a 13 anni, dopo aver subito diversi atti di bullismo e prese in giro dai miei stessi compagni alle medie, perché non mi divertivo a usare a gratis violenza sulle persone, come amavano fare loro... La mia infanzia, non fu delle migliori, in quanto la passai quasi tutta in ospedale...


Tuttavia, a 17 anni, mi iscrissi a balli latini: non li amavo in verità, però era un tentativo per vincere la mia timidezza... Andavo in un istituto tecnico, in cui le materie che venivano trattate, non davano un giusto appagamento ai miei sforzi... Tuttavia, almeno fra compagni, vi era un reciproco rispetto...


Era da poco iniziato l'anno scolastico, e stranamente la nostra insegnante d'Italiano mancava... Dopo circa un mese di classiche ore buche, qualche docente si sbilanciò informandoci che lei aveva un tumore: era in ospedale, e quindi al suo posto, sarebbe venuta una supplente sino alla fine del primo quadrimestre.

Nessuno sapeva chi fosse quest'insegnante, evidentemente esterna all'istituto. Tuttavia, per quanto concerneva me, la cosa mi lasciava del tutto indifferente. Mi dispiaceva solo per la situazione della vecchia prof, in quanto, è vero che le ore buche erano belle e in taluni casi anche divertenti, però stiamo comunque parlando di una persona in un ospedale malata di tumore, quindi le ritenevo giusto del rispetto, sebbene lei non fosse presente in Istituto...


Solitamente, dopo aver preso il classico bus contrassegnato da un numero che dicono porti sfortuna: 17; salivo sul 27 con una mia carissima amica, la quale, mi aspettava sempre alla fermata di quest'ultimo autobus. Io e lei, amavamo spesso conversare del Signore degli Anelli prima di arrivare a scuola: era una cosa che ci divertiva molto, e facevamo tesoro di ogni opposta o concordata considerazione, essendo per noi quel testo, quasi come la Bibbia per un credente... Una mattina come tante, mentre parlavo con la mia amica, vidi una ragazza in piedi, affianco al conducente: non era molto alta, aveva capelli ricci, neri, un bel viso, ma forse erano i suoi occhi ad essere carichi di una tenerezza inspiegabile... Ebbene quella giovane, la rividi in classe la stessa giornata, e si presentò quindi come supplente della vecchia insegnante. E' inutile dire che la notizia mi aveva più che colpito, perché vedete, la persona in questione, sembrava molto più giovane rispetto agli anni che in seguito scoprii di avere, tanto che io l'avevo quasi scambiata per una coetanea! Non ne comprendo tuttora il motivo, ma non riuscivo a considerarla come un'insegnante normale, sin dal primo giorno in cui l'ho vista... La grazia nei gesti, la dolcezza dello sguardo, la sua cultura e la cortesia, probabilmente sono state le qualità che mi hanno inconsapevolmente rapito, e così decisi di conoscerla e frequentarla... Ma l'audacia non è mai stata il mio forte, quindi per il momento mi limitavo a trovare occasioni per potervi parlare... I giorni passavano, e intanto io sfruttavo ogni singolo momento per stare con lei: ero sempre attento a non parlarle mai d'amore, a non sfiorarla, né tanto meno osavo toccarla; in quanto, non volevo che sapesse i sentimenti che portavo nel cuore... E poi non era giusto: lei è fidanzata con un uomo che al momento era lontano, tuttavia ella amava questa persona... Inoltre, è un'insegnante, ed era di dieci anni più grande di me in quel periodo; se io mi fossi aperto liberamente, avrei rischiato magari di negarmi il solo piacere di starle vicino e godere della sua benevolenza, e parola... Doveva bastarmi questo... Sapevo di non avere speranze, però il giorno in cui se ne sarebbe andata, qualcosa cambiò in me: ho cominciato a realizzare quanto realmente fosse importante quella donna nella mia vita... E' così scrissi una poesia per lei...Ovviamente, in essa non vi era il suo nome, ma era d'amore... E ne aggiunsi un'altra che misi in carta quando cominciai a scrivere per la prima volta: era sulla guerra... Unii alla prima poesia, questa, per provare a mascherare il mio tentativo di corteggiamento in quanto: ero molto timido... Io desideravo che almeno, potesse ricordarsi di me, tramite le mie righe... Ma come ho ben detto prima, l'audacia non è mai stato il mio punto di forza, e infatti al momento della consegna ero tesissimo, non sapevo come affrontare un dialogo con lei, per potergliele dare... E così, da buon codardo quale mi sono dimostrato, colsi l'occasione della ricreazione, per lasciare i miei versi in mezzo al suo libro d'italiano... Naturalmente dandomi del pazzo, perché quelle poesie potevano anche cadere, e prenderle qualcun altro... Ma la mia paura principale è che lei le stracciasse, o non le gradisse... Voglio dire, quello che scrivo, in fondo, sono scarabocchi: non ho fatto studi per arrivare a una poesia ben pensata e ragionata...Io seguo solo quello che sento...

Erano passate almeno due settimane: ormai mi ero rassegnato al fatto che quelle poesie sarebbero andate perdute o comunque avrebbero già assaporato il sudiciume del cestino, se già non fossero cenere... Nel mentre facevo questi brevi pensieri, ero dedito al tema in classe in cui, dopo un breve riposo, rimisi i miei neuroni al lavoro... Ero sempre il più lento nel finire ciò che scrivevo, perché ho il vizio di essere molto prolisso, negli scritti che non fossero poesie, e infatti quel giorno fui anche l'ultimo nella consegna di tale compito... Dopo aver dato il tema, all'insegnante in questione, senza quasi guardarla negli occhi, lei mi fermò, e mentre gli altri erano in ricreazione, sparsi per l'istituto, mi disse che le poesie le aveva lette, e le piacevano... Giuro, che se c'era un uomo sulla terra con la forza di un vulcano quello, in quell'istante, ero io!!! E se esiste un Dio, di certo lui saprà quanto possa essere stato a un passo dal Paradiso quel giorno...


Già... A ogni notizia buona, non so perché, ma spesso se ne accompagna una cattiva e la mia vecchia prof d'italiano, non guarì entro la fine del primo quadrimestre; così dovette stare ancora in ospedale sino alla fine del secondo... ( il tempo di permanenza della supplente era quindi prolungato ). Tuttavia, sebbene era un periodo in cui ardessi di felicità circa i fatti raccontati in precedenza, io mi informavo tramite altri docenti sulla situazione della mia vecchia prof, in quanto la cosa, cominciava a preoccuparmi seriamente... Non sono mai stato, e né volevo diventare il cocchino di nessuno, semplicemente desideravo sapere se potevo fare qualcosa per una persona malata che lottava contro la morte per vivere... Una bella iniziativa, una volta tanto, è stata quella dei miei compagni i quali raccolsero due euro dalla classe per portarle dei fiori con le firme di tutti. Io partecipai a questa iniziativa, e ovviamente ne fui anche contento perché almeno per questa volta hanno messo da parte il loro egocentrismo, regalando un pensiero carino a una persona in pericolo di vita...


Nelle vacanze natalizie ricordo solo che studiavo, ma dentro di me facevo anche il conto alla rovescia, per poter rivedere la supplente, che alla fine restava anche per il secondo quadrimestre...

Avevo scritto durante questo periodo altre poesie, e al ritorno, oltre all'ordinario compito da consegnare, avevo anche altri scritti da farle leggere... Questa volta però ero più tranquillo, e riuscii a dargli i miei versi di persona, senza usare libri di alcuna sorta... Mi sentivo più forte, e più maturo, forse anche grazie alla lontananza vacanziera... Ad ogni modo, una cosa non poteva cambiare, e sapevo di non dover cedere su questo: avevo deciso di celare ancora una volta i sentimenti che provavo per lei. Sapevo che non mi avrebbe mai amato... Tuttavia, avevo coscienza del fatto che se io veramente, l'amavo a tal punto da volere solo la sua felicità, dovevo essere fermo e irremovibile, nel cercare di non farle capire nulla...


Con il passare dei giorni però questa decisione, mi distrusse: la vedevo spesso, ma non potevo dirle nulla di ciò che provavo, e non riuscivo a fare altro che scriverle poesie di continuo... Stavo morendo per quella persona, tanto che lentamente occupai la maggior parte del mio tempo a contemplarla: non riuscivo a studiare, né a dormire, e mangiavo qualcosa, solo per non fare preoccupare i miei genitori... A ballo, una sera, mi scordai completamente ciò che avevo imparato in 5 mesi...Ma non lo facevo apposta, proprio non mi ricordavo più i passi... In breve: era come se non sapessi ballare!!! I miei insegnanti di ballo ( ballerina compresa ) erano più che sorpresi, e infatti a più riprese mi venne chiesto, se andava tutto bene, e cosa fosse successo... All'inizio non risposi, ma poco dopo rivelai i fatti accaduti fino adesso... Infine comprendendo la mia situazione, mi lasciarono andare via prima. Li salutai, e tornai a casa. Ero proprio a pezzi, e pensavo che peggio di così non avrei mai potuto scendere; quando all'improvviso ricevetti un messaggio dalla mia stessa ballerina. Ella mi disse che se volevo andare avanti, dovevo vivere alla giornata, e godere del fatto che in questo momento la persona che amo è presente, ed io le sono vicino...


Non so come a volte certe frasi possano cambiare l'animo umano, ma da quel momento in poi ripresi in mano le redini della mia vita. E ricominciai dallo studio, che nel frattempo avevo quasi completamente trascurato, e capii anche che studiare Dante, non era solo un obbligo da assolvere come studente, ma questo poeta diventava per me un maestro della vita, e dell'amore che cresceva, senza che lei lo potesse sapere... In seguito a questo cambiamento, è migliorato anche il rapporto con i miei genitori. E con lei, senza mai toccarla né sfiorarla, vivevo un Eden fatto di primavera, di boccioli che s'aprivano e donavano il profumo dolce della felicità spontanea: l'incanto delle meraviglie dell'amore... In questo periodo scrivevo con la gioia nel cuore, perché ogni sillaba, verso, strofa, rima sembrava nascessero appositamente per lei.

Qualcuno forse non sa che la persona in questione, e quindi colei che amavo, scriveva, oltre essere un'insegnante; e il famoso 6/ 06/ 2006, in cui tutti avrebbero predetto disgrazie ( per via del 666 ) lei doveva presentare il suo libro, e quello fu il più bel giorno della mia vita. Ricordo che invitò molta gente del nostro Istituto compreso me, e anche se non mi avesse detto nulla, secondo voi avrei mai potuto mancare? E' stato il momento in cui toccai l'apice della mia felicità quindi cercherò si essere straordinariamente scrupoloso nel descrivervi ogni singolo dettaglio di cui ho memoria... La presentazione era in una libreria del centro della città dove abito, ed io ero davanti a tal posto, con almeno mezz'ora di anticipo perché volevo avere occasione di essere uno dei primi a rivolgerle la parola. Tuttavia, il cielo minacciava pioggia, e nel mentre aspettavo, un vento gelido cominciava sibilare intorno a me... Non c'era nessuno del mio Istituto, e lei non si vedeva... Infine, mi convinsi ad entrare: quanto meno potevo esplorare meglio il posto, visto che era nuovo anche per me. La libreria era molto grande, ma non ci volle molto per vedere la mia amata... Era stupenda, si era lisciata i capelli, e indossava un elegante vestito nero... Tuttavia... Non avevo proprio il coraggio di parlarci, e così per mezzora girai dentro la libreria per occupare il tempo, e nel mentre guardare il mio amore, pensando a cosa fare, e come comportarmi quando si sarebbe accorta della mia presenza, o io mi fossi deciso nel farmi vedere... Stavo ancora riflettendo su come agire, nascosto dal suo sguardo, quando vidi un tipo giovane che le si avvicina... Sembra che si conoscano, e infatti cominciarono a parlare fra loro... La scena mi fece ribollire il sangue in meno di due secondi: pensavo fosse il suo ragazzo... E dentro di me, ne ero profondamente convinto... Avevo sempre saputo, sin dall'inizio che c'era questa possibilità, ma un conto è immaginarsela, e un altro è vedere l'apparente realtà delle cose... Inizialmente, il mio istinto diceva di rompere il collo a quel damerino, poi mi ricomposi, e considerai buona l'idea di andarmene... Mi sentivo di troppo in quel posto, sapendo che il suo uomo era con lei... Ero sulla soglia, stavo per uscire, quando mi venne lampante un pensiero: e se colei che amavo mi avesse visto? Io che figura ci avrei fatto? Le avevo promesso che sarei andato a quella presentazione... E io mantengo sempre ciò che prometto. Dunque, tornai indietro, e per lei, feci appello a tutta la forza morale di cui potevo disporre, per non buttarmi addosso al tipo, quindi andai verso si loro. Il mio amore, fu felicissima quando mi vide, perché anche lei, era sempre stata molto timida, quindi sapere che ci sono persone che la conoscono le dava conforto... Nonostante questo, notando la mia espressione poco teatrale: dovuta alla presenza dell'individuo che le stava accanto, mi presentò finalmente colui che il mio istinto desiderava eliminare... Scoprii quindi da lei, con mia somma sorpresa, che il ragazzo in questione non era il suo uomo; ma collega... Dopo tale notizia, avrei voluto seppellirmi vivo, perché mi sono accorto d'esser stato un po' secco con lui, all'inizio... Tuttavia, fatta quindi, anche la mia presentazione, e le scuse in quanto, il poveretto alla fine non aveva nessuna colpa, comincia la presentazione alle 6.30 di sera...

Fuori, era infine arrivato il temporale, e sembrava che l'inferno dovesse avvolgere quel luogo: i tuoni echeggiavano imponenti nell'aria, i fulmini illuminavano quell'abisso che ormai colmava quella sala e la mia anima carica di mille emozioni. La pioggia sembrava incessante, e il vento portava via ogni cosa... Forse, anche una parte di me stesso... Nonostante il tempo, io non pensavo ad altre che a lei: la mia luce, il mio amore... Solo guardandole il viso riuscivo a capire quali emozioni potesse provare in quel dato momento: i suoi occhi non hanno mai mentito... Mi sembra ancora di rivederla: seduta sulla sedia rossa, elegantissima, tuttavia assai tesa; mentre il proprietario della casa editrice illustrava brevemente quelle che sono le caratteristiche che venivano considerate per la pubblicazione dei libri, e presentava quindi i quattro autori dei nuovi scritti ( fra cui se stesso, essendo egli poeta )... Le parole, e le poesie di quegli scrittori mi entrarono nell'anima perché erano colmi di verità, ed emozioni per me inesprimibili... Ma naturalmente, la mia attenzione principale era su di lei, e adesso stava stracciando un fazzolettino di carta tanto era nervosa e si guardava intorno, cercando fra la gente lo sguardo di una persona amica che potesse tranquillizzarla... E indovinate un po' chi potesse essere quest'essere? Ero io, sì, i suoi dolci occhi si posarono su di me, il più assurdo e insignificante degli esseri umani... L'emozioni che avevo dentro crebbero, ma cercai di nasconderle ancora una volta, e provai a tranquillizzarla, facendole capire che ero con lei... Avrei desiderato dirle ( ma ovviamente, non ho osato per i motivi che non ripeto ) che non ero presente solo fisicamente come spettatore a quella presentazione, ma anche moralmente ed emotivamente...

 

Non seppi come, ma ottenni il risultato da me voluto, e la presentazione del libro di colei che amavo fu egregia, e la voce di lei, divenne sempre più sicura, mentre i nostri sguardi s'incrociavano... Forse sembrerà una cosa inutile, tuttavia per me, quel momento è durato una vita intera, e racchiude in se un qualcosa di speciale...


Dopo che lei ebbe infine parlato, e lasciato lo spazio per le classiche domande del pubblico, la presentazione era terminata... E adesso avrebbe festeggiato con i suoi familiari, e con amici che erano venuti appositamente per l'occasione; io la salutai appena, e tornai a casa... Ricordo bene che pioveva, ma i raggi del sole non erano mai stati così luminosi; ed io mi sentivo felice, non so come, ma qualcosa mi diceva che lei ricambiava i miei sentimenti e questo, scatenò in me una reazione che qualche passante scambiava probabilmente per follia. Io stavo cantando mentre piangevo, bagnato sotto la pioggia, illuminata dal sole... Non m'importava nulla di ciò che avrebbe pensato la gente: io sapevo di amare e il solo pensiero che lei potesse ricambiare i miei sentimenti mi faceva sentire vivo come non lo ero mai stato... E se mai potessi esprimere con una parola le mie emozioni in quell'istante direi: Gioia. Si, forse è proprio questo il vocabolo giusto per una tale vivacità: tanto da credere quasi seriamente d'esser rinato dopo questa esperienza, perché almeno per una volta nella mia vita, tutto andava per il meglio...


Qualche giorno dopo comprai il libro della mia amata, e su esso lei mi scrisse una dedica: in poche parole, mi faceva gli auguri per un mio eventuale futuro come poeta, e mise in carta il pensiero che nulla fosse impossibile al raggiungimento di questo obbiettivo ( io inizialmente feci poesie grazie alla forza delle sue parole in quel testo )...


Gli ultimi giorni prima che se ne andasse, io ero al massimo della mia tensione, e non sapevo più cosa fare o come comportarmi, dentro di me sentivo che era questione di tempo: prima o poi, avrei ceduto... E così in risposta a questo stato d'animo scrissi una poesia lievemente più esplicita del normale, e aspettai l'ultimo giorno per donargliela insieme a un cd. Nel frattempo, ottenni da lei la sua mail, e quindi poiché io non avevo computer, mi feci spiegare da amici come fare la casella di posta. Per la prima volta nella storia del mondo ( in quanto io sono l'unico con questo nome in tutta la rete, se qualcuno non mi crede cerchi su google ) nacque Zefrock come contatto.


Nel frattempo, in quel breve frangente di tempo, tornò anche la nostra vecchia insegnante d'italiano a farci un saluto. Era guarita, e ne ero felice... Ma ormai tutto quello che sono sempre stato, era concentrato sulla supplente, colei che amavo...



L'ultimo giorno che la vidi ero disperatissimo, ma nascosi tutto quello che provavo con un'ostinazione dolorosamente rigida, cercando di celare la tensione, il senso assoluto di tristezza che stavo per provare, ma che era solo l'inizio dell'inferno che mi avrebbe atteso...


Ricordo che dopo averle dato le ultime poesie, e il cd, l'abbracciai...Mi diede solo due baci sulla guancia, e quello che ho descritto è stato l'unico contatto che io abbia avuto con lei... La salutai...Arrivederci, mi disse...Ma nel mio cuore sapevo che non l'avrei mai più rivista. E così infatti fu... Per un anno ci tenemmo ancora in contatto, ma nei tre anni successivi, lei non rispose più...Ed io caddi infine dalla grazia, sebbene non abbia mai rimpianto un solo giorno che ho vissuto per lei...Se questa donna fosse un' errore, di certo io vi sarei caduto più volte, senza pentirmi dell'amore che ho provato... Ho avuto altre persone in seguito, ma con nessuna sono arrivato a emozioni di tale intensità...


Diventai un Gothic Metaller poco dopo questa storia, e adesso sento necessità di scrivere solo quando sono in preda al dolore e al tormento... Per mettere in carta questa storia mi è costata un mese e mezzo di quasi completa assenza da: messenger, amici, e tutto quello che mi circondava... Non avevo voglia di parlare, uscire... Desideravo solo stare nel mio dolore che a quanto pare nessuno, avrebbe, e forse ha compreso...


Ho lasciato a lei il Paradiso, condannando me all'Inferno.


L'inferno è una vita senza di lei, quindi senza amore...



Il Poeta


Di quella folla tanto varia, ah, non parlarmene,

che soltanto a vederla l’ingegno se ne va.

Nascondi l’onda della moltitudine

che anche se non vuoi, ti prende nel suo vortice.

No, guidami all’angolo quieto del cielo

dove solo al poeta fiorisce gioia pura,

dove dai cuori nostri educa grazie

la mano celestiale di Amore e di Amicizia.


Ah, quel che allora sgorga dal profondo

a noi, quel che tremante sillaba il labbro a sé,

ora sbagliato e ora forse riuscito,

la furiosa potenza dell’attimo lo inghiotte.

Spesso soltanto dopo un percorso di anni

nella sua forma compita si rivela.

Quello che brilla è nato per un attimo.

Quello che è autentico resta; né i posteri lo perdono.


Faust

Prorogo in Teatro


P.S. Mi scuso se in questo intervento sono stato molto prolisso... Spero però che abbiate pazienza per leggerlo tutto...


Au revoir...

 

Zefrock

Serafino della Vendetta 

 

Image Hosted by ImageShack.us

 
Image Hosted by ImageShack.us

  

Image Hosted by ImageShack.us

     

Image Hosted by ImageShack.us   Image Hosted by ImageShack.us   Image Hosted by ImageShack.us    

Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.usBenvenuti nel mio Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.usInferno!!! Image Hosted by ImageShack.us 

Image Hosted by ImageShack.us

Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.

Photobucket

Nel vecchio parco gelido e deserto
sono appena passate due forme.

Hanno occhi morti, e labbra molli,
e le loro parole si odono a stento.

Nel vecchio parco gelido e deserto
due spettri hanno evocato il passato.

- Ricordi la nostra estasi d'allora?
- E perché vuoi che la ricordi?

- Batte ancora il tuo cuore solo a udire il mio nome?
Ancora vedi in sogno la mia anima? - No.

- Ah, i bei giorni d'indicibile felicità
quando univamo le nostre bocche! - Può darsi.

- Com'era azzurro il cielo, e grande la speranza!
- Vinta, fuggì la speranza, nel cielo nero.

Andavano così tra l'avena selvatica,
e le loro parole le udì solo la notte.

" Paul Verlaine".

 

Buonanotte e sereno weekend monsieur Zefrock.

Au revoir!

June 19
June 5

Photobucket

Sotto una luce bigia,senza posa,

senza ragione si contorce e incalza

danzando, spudorata e rumorosa

la Vita: così, poi, quando s'innalza

voluttuosa la notte all'aorizonte,

e tutto, anche le fami, in sè racqueta,

tutto annuvola e spegne, anche, le onte,

"Eccoti,alfine!" mormora il poeta.

"Pace ti chiede il mio spirito ed ogni

mia fibra,pace, e null'altro elisire;

ricolmo il cuore di funebri sogni,

vò stendere le mie membra supine

nella frescura delle tue cortine

e quivi sempre, o tenebra, dormire".

CHARLES BAUDELAIRE

 

Buona serata monsieu Zefrock, au revoir!!!

June 4
http://srv0110-07.oak1.imeem.com/g/p/2a2be8b9073bc119cc97e050b73c977b_web.gif
Un saluto....
June 4
June 1
Image Hosted by ImageShack.us
Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Loading...